La Puglia non è solo una delle regioni vinicole più importanti d’Italia per volume e varietà di vitigni, ma sta affinando anche la sua presenza oltre confine. Anche tra mercati competitivi e consumatori esigenti, i vini pugliesi sono riusciti a farsi conoscere, apprezzare e importare in diverse aree del mondo.
Questa proiezione internazionale non arriva per caso: dietro c’è la combinazione di vitigni autoctoni riconoscibili, qualità costante, strategie di export e un appeal enologico che cresce anno dopo anno.
Dazi sì, ma gli Stati Uniti restano un mercato chiave
Tra le destinazioni più significative per i vini pugliesi c’è il mercato statunitense. Secondo dati presentati da Nomisma Wine Monitor, la Puglia incide per circa il 6% dell’export vinicolo italiano verso gli Stati Uniti, un dato significativo se si considera la competitività del settore e la presenza di vini internazionali consolidati nelle preferenze dei consumatori americani, oltre al tema - sempre attuale - dei dazi.
Gli Stati Uniti sono stati storicamente una delle principali piazze globali per il vino italiano in generale, e l’espansione dei vini pugliesi in questo mercato riflette la capacità di prodotti come il Primitivo di Manduria o il Negroamaro Salento di dialogare con gusti internazionali pur mantenendo identità territoriale.
Europa: Germania, Regno Unito e oltre
Anche in Europa i vini pugliesi hanno trovato spazio. Mercati come Germania, Regno Unito, Francia e Spagna sono destinazioni consolidate per esportatori pugliesi grazie a una cultura di consumo del vino diffusa e a una certa curiosità verso espressioni enologiche mediterranee e autoctone.
In questi paesi i vini pugliesi entrano nei canali horeca (ristoranti, enoteche) e nella distribuzione retail, spesso associati a vini rossi corposi ma anche a bianchi e rosati versatili, capaci di avvicinare consumatori che cercano sapori mediterranei distintivi.
Altri mercati in crescita
Fuori dai confini dell’Unione Europea, del Regno Unito e del mercato statunitense, ci sono segnali di interesse anche in aree come Canada e Giappone, dove i consumatori mostrano apertura verso vini italiani di carattere. Francia e altri paesi europei apprezzano sempre più bottiglie pugliesi, non solo nella fascia di prezzo media, ma anche in quella di proposta più strutturata e territoriale.
Questa diversificazione è importante perché non dipende da un singolo mercato: l’export si basa su più fronti, consolidando la presenza internazionale della Puglia come zona vitivinicola in crescita.
Perché i vini pugliesi piacciono all’estero
La capacità di esportare con successo non deriva solo dai numeri ma da alcune qualità intrinseche dei vini pugliesi:
- Profilo aromatico forte e riconoscibile, con vitigni come Primitivo e Negroamaro che offrono struttura e frutto;
- Versatilità d’abbinamento, dai piatti mediterranei ai piatti internazionali;
- Relazione qualità-prezzo, che li rende competitivi nei mercati internazionali.
Il Primitivo di Manduria, per esempio, è uno dei vini italiani più conosciuti all’estero, apprezzato per il suo carattere corposo e fruttato, mentre rosati e bianchi aperti alla gastronomia mediterranea trovano spazi interessanti nei contesti enogastronomici globali.
I vini pugliesi, insomma, non sono più un segreto per chi ama il vino nel mondo. Dagli Stati Uniti all’Europa centrale, passando per altri mercati con crescente interesse, le bottiglie salentine e pugliesi raccontano una regione che ha saputo trasformare la tradizione vinicola in una voce riconosciuta a livello internazionale.