Rosati e bollicine pugliesi, due volti freschi della stessa terra

Pubblicazione: 9 gennaio 2026

Quando si pensa ai vini pugliesi, l’immaginario corre spesso verso rossi intensi e strutturati. Eppure c’è un’altra Puglia nel bicchiere, più agile e luminosa, che parla di freschezza e bevibilità. È quella dei rosati e delle bollicine, due interpretazioni diverse ma complementari dello stesso territorio.

Entrambi nascono da uve coltivate sotto lo stesso sole, accarezzate dagli stessi venti, su suoli che trattengono calore e rilasciano sapidità. Cambia lo stile, non l’identità.

Il rosato pugliese, una nuova tradizione

In Puglia il rosato non è un compromesso, ma una scelta precisa. Storicamente nasce da vitigni a bacca rossa vinificati con macerazioni brevi, sufficienti a catturare colore e profumi senza spingere sulla struttura.

Il Primitivo Salento Rosato della Masseria Borgo dei Trulli è un esempio chiaro di questo approccio. Nel calice mostra un colore rosa tenue, profumi di fragola, melograno e fiori delicati. Al palato è fresco, sapido, con una buona presenza che lo rende adatto non solo all’aperitivo ma anche alla tavola.

Funziona con piatti di mare, fritture leggere, verdure grigliate, ma anche con preparazioni più strutturate come una pasta al pomodoro fresco o una parmigiana non troppo ricca.

Le bollicine pugliesi, precisione e freschezza

Negli ultimi anni anche le bollicine pugliesi hanno trovato spazio, puntando su pulizia, equilibrio e identità territoriale. Non cercano di imitare modelli lontani, ma interpretano il metodo classico con sensibilità locale.

Lo Spumante Metodo Classico Brut Bio della Masseria Borgo dei Trulli nasce da uve coltivate secondo principi biologici e segue un percorso di rifermentazione in bottiglia che privilegia finezza e verticalità. Le bollicine sono sottili, il profilo aromatico richiama agrumi, crosta di pane e note floreali. In bocca è teso, asciutto, con una chiusura fresca che invita al sorso successivo.

È una bollicina che trova spazio sia all’inizio del pasto sia durante, soprattutto con crudi di pesce, antipasti delicati o piatti a base di verdure.

Due stili, un’identica filosofia

Rosati e spumanti sembrano mondi lontani, ma in realtà condividono molto. Entrambi puntano su freschezza, precisione e bevibilità. Entrambi raccontano una Puglia meno ovvia, capace di esprimersi anche fuori dagli schemi dei rossi potenti.

Il rosato lavora sulla immediatezza e sulla versatilità. La bollicina gioca su tensione e pulizia. Ma il filo conduttore resta il territorio: luce intensa, suoli calcarei, ventilazione costante.

Quando sceglierli

Il rosato è una scelta naturale per pranzi lunghi, tavole informali, cucina mediterranea. La bollicina accompagna bene momenti di apertura, ma regge anche un intero percorso gastronomico se il menu resta equilibrato.

Avere entrambe le tipologie in cantina significa avere due chiavi diverse per leggere la stessa terra, adattandosi alle stagioni e alle occasioni.

Rosati e bollicine pugliesi non sono alternative minori ai grandi rossi. Sono espressioni complementari di un territorio che sa cambiare tono senza perdere carattere.

Nel Primitivo Salento Rosato e nello Spumante Metodo Classico Brut Bio della Masseria Borgo dei Trulli convivono freschezza, precisione e identità. Due vini diversi, nati dalla stessa terra, capaci di raccontarla con leggerezza e coerenza.

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