Come servire il vino a tavola, tra temperatura, bicchieri e dettagli che contano

Pubblicazione: 15 dicembre 2025

Una bottiglia ben scelta può perdere metà del suo valore se arriva in tavola alla temperatura sbagliata o nel bicchiere non adatto. Servire il vino non è un rito complesso, ma un insieme di gesti semplici che rendono l’esperienza più piacevole. È un modo per rispettare il lavoro in vigna e in cantina e, allo stesso tempo, mettere i commensali nelle condizioni di apprezzarlo al meglio.

Non servono regole rigide o atteggiamenti da sommelier. Basta capire come temperatura, bicchieri e qualche dettaglio apparentemente secondario possano cambiare la percezione del vino nel calice.

Temperatura: l’equilibrio che non si vede ma si sente

La temperatura influisce su aromi, freschezza e struttura. Un vino troppo freddo si chiude, perde profumi e diventa anonimo. Uno troppo caldo risulta pesante, poco armonioso, spesso dominato dall’alcol.

Indicazioni pratiche:

  • Bianchi e rosati freschi: 8-12 °C

  • Bianchi più strutturati: 12-14 °C

  • Rossi giovani e morbidi: 14-16 °C

  • Rossi importanti: 16-18 °C


Se il vino è troppo freddo, non serve riscaldare il bicchiere tra le mani come si vede spesso: basta lasciarlo respirare per qualche minuto. Se è troppo caldo, meglio una breve sosta in frigo piuttosto che nel ghiaccio, che rischia di portarlo a sbalzi troppo bruschi.

Il bicchiere giusto

Il bicchiere non serve a “fare scena”. Serve a far arrivare bene aromi e struttura. La forma incide sulla percezione del vino più di quanto si pensi.

  • Un calice ampio è ideale per i rossi, perché lascia circolare l’aria e apre i profumi.

  • Un calice più stretto funziona per bianchi e rosati, proteggendo gli aromi più delicati.

  • Per le bollicine è utile un bicchiere a tulipano: mantiene la freschezza e permette comunque ai profumi di emergere.


Non servono trenta tipi diversi di bicchieri: averne due buoni, uno più grande e uno più slanciato, risolve la maggior parte delle situazioni.

Stappare, versare, aspettare

Stappare il vino non è un gesto cerimoniale, ma un primo contatto con la bottiglia.
 Procedi con calma, senza scuotere il vino e senza roteare il tappo in modo aggressivo. Una volta aperto, dai al vino qualche secondo di ossigeno, anche solo nel bicchiere.

Il modo di versare conta:

  • inclina leggermente il bicchiere per i vini frizzanti o spumanti

  • versa lentamente i vini rossi più strutturati

  • fermati a metà bicchiere: riempirlo troppo impedisce agli aromi di espandersi

Servire vino, dettagli che fanno la differenza

Ci sono piccoli accorgimenti che sembrano marginali, ma migliorano l’esperienza:

  • La luce: non serve atmosfera da bistrot, ma vedere il colore del vino è importante.

  • L’ordine dei vini: prima i bianchi, poi rosati, poi rossi; prima i vini più leggeri, poi quelli più intensi.

  • L’acqua a tavola: indispensabile per pulire il palato e non sovraccaricare la degustazione.

  • La temperatura della stanza: ambienti troppo caldi alterano il vino nel giro di pochi minuti.

Un esempio dalla cantina: come servire due vini della Masseria

Un bianco come il Mareto Chardonnay Puglia IGP della Masseria Borgo dei Trulli dà il meglio di sé intorno ai 10-12 °C. In un calice slanciato sprigiona note fruttate e una piacevole freschezza, perfetta per accompagnare antipasti leggeri e piatti di mare. Servirlo troppo freddo rischia di chiuderlo, mentre a temperatura corretta mantiene equilibrio e vivacità aromatica.

Per un rosato come l’Anante Susumaniello Puglia IGP Rosato, la temperatura ideale è leggermente più bassa, intorno agli 8-10 °C. Un bicchiere a tulipano ne esalta colore e profumi, lasciando emergere la parte fruttata e la sapidità tipica del vitigno. È un vino che necessita di pochi minuti nel bicchiere per “aprirsi” e mostrare una gamma aromatica più ampia.

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