Una bottiglia ben scelta può perdere metà del suo valore se arriva in tavola alla temperatura sbagliata o nel bicchiere non adatto. Servire il vino non è un rito complesso, ma un insieme di gesti semplici che rendono l’esperienza più piacevole. È un modo per rispettare il lavoro in vigna e in cantina e, allo stesso tempo, mettere i commensali nelle condizioni di apprezzarlo al meglio.
Non servono regole rigide o atteggiamenti da sommelier. Basta capire come temperatura, bicchieri e qualche dettaglio apparentemente secondario possano cambiare la percezione del vino nel calice.
Temperatura: l’equilibrio che non si vede ma si sente
La temperatura influisce su aromi, freschezza e struttura. Un vino troppo freddo si chiude, perde profumi e diventa anonimo. Uno troppo caldo risulta pesante, poco armonioso, spesso dominato dall’alcol.
Indicazioni pratiche:
- Bianchi e rosati freschi: 8-12 °C
- Bianchi più strutturati: 12-14 °C
- Rossi giovani e morbidi: 14-16 °C
- Rossi importanti: 16-18 °C
Se il vino è troppo freddo, non serve riscaldare il bicchiere tra le mani come si vede spesso: basta lasciarlo respirare per qualche minuto. Se è troppo caldo, meglio una breve sosta in frigo piuttosto che nel ghiaccio, che rischia di portarlo a sbalzi troppo bruschi.
Il bicchiere giusto
Il bicchiere non serve a “fare scena”. Serve a far arrivare bene aromi e struttura. La forma incide sulla percezione del vino più di quanto si pensi.
- Un calice ampio è ideale per i rossi, perché lascia circolare l’aria e apre i profumi.
- Un calice più stretto funziona per bianchi e rosati, proteggendo gli aromi più delicati.
- Per le bollicine è utile un bicchiere a tulipano: mantiene la freschezza e permette comunque ai profumi di emergere.
Non servono trenta tipi diversi di bicchieri: averne due buoni, uno più grande e uno più slanciato, risolve la maggior parte delle situazioni.
Stappare, versare, aspettare
Stappare il vino non è un gesto cerimoniale, ma un primo contatto con la bottiglia.
Procedi con calma, senza scuotere il vino e senza roteare il tappo in modo aggressivo. Una volta aperto, dai al vino qualche secondo di ossigeno, anche solo nel bicchiere.
Il modo di versare conta:
- inclina leggermente il bicchiere per i vini frizzanti o spumanti
- versa lentamente i vini rossi più strutturati
- fermati a metà bicchiere: riempirlo troppo impedisce agli aromi di espandersi
Servire vino, dettagli che fanno la differenza
Ci sono piccoli accorgimenti che sembrano marginali, ma migliorano l’esperienza:
- La luce: non serve atmosfera da bistrot, ma vedere il colore del vino è importante.
- L’ordine dei vini: prima i bianchi, poi rosati, poi rossi; prima i vini più leggeri, poi quelli più intensi.
- L’acqua a tavola: indispensabile per pulire il palato e non sovraccaricare la degustazione.
- La temperatura della stanza: ambienti troppo caldi alterano il vino nel giro di pochi minuti.
Un esempio dalla cantina: come servire due vini della Masseria
Un bianco come il Mareto Chardonnay Puglia IGP della Masseria Borgo dei Trulli dà il meglio di sé intorno ai 10-12 °C. In un calice slanciato sprigiona note fruttate e una piacevole freschezza, perfetta per accompagnare antipasti leggeri e piatti di mare. Servirlo troppo freddo rischia di chiuderlo, mentre a temperatura corretta mantiene equilibrio e vivacità aromatica.
Per un rosato come l’Anante Susumaniello Puglia IGP Rosato, la temperatura ideale è leggermente più bassa, intorno agli 8-10 °C. Un bicchiere a tulipano ne esalta colore e profumi, lasciando emergere la parte fruttata e la sapidità tipica del vitigno. È un vino che necessita di pochi minuti nel bicchiere per “aprirsi” e mostrare una gamma aromatica più ampia.